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Libri di settore

Il teatro illimitato

teatro migani

Il libro, curato da  Cinzia Migani eValli Maria Francesca, parla dell'incontro fra il teatro e la salute mentale. Senza quelle etichette che altrimenti lo consegnerebbero alla cultura specialistica della salute (teatro sociale, teatroterapia, teatro e disabilità ecc.), il teatro può farsi illimitato e allargare le proprie potenzialità artistiche ed espressive.

 

 

Il libro racconta le esperienze nate in Emilia-Romagna nei Dipartimenti di Salute Mentale e nell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia. Scrivono registi, artisti, operatori culturali, operatori della salute, critici teatrali, amministratori locali, in una rete di voci polifonica e virtuosamente contaminata a livello teorico e pratico. Si esplorano anche i contesti di comunicazione sociale (internet e radio) e il tema della valutazione di progettazioni sociali inerenti al teatro.

dall'introduzione
a cura di Cinzia Migani, Francesca M. Valli

Scorrere l'indice del libro è un ottimo modo per avventurarsi nella comprensione della storia avviata con il Progetto Regionale Teatro e Salute Mentale. Il progetto si è fatto racconto, è emerso per un breve attimo dalla quotidianità per diventare oggetto di riflessione.

Passare il dito sull'indice è un modo per ritrovarsi gli uni con gli altri in un rapporto di intero e di parti, ritrovandovi una parte degli innumerevoli compagni di viaggio. Anche il racconto più composito e ricco è condannato ad essere un racconto solo di tanti e non di tutti. Il nostro libro non raccoglie la voce di tutti coloro che hanno reso possibile il progetto e che qui ringraziamo: l'indice altrimenti sarebbe stato più corposo dello stesso racconto e il libro non avrebbe potuto prendere una forma definita.

Questa storia è di molte persone che a titolo diverso hanno creduto alla possibilità di uscire dai confini della sofferenza e dei servizi e volare in alto, per ritornare nei punti di incrocio dei diversi confini che attraversano le storie dei singoli e delle diverse discipline professionali. I risultati raggiunti ci confortano nel ritenere che questo non ha rappresentato una chimera. E' una storia che mostra che è possibile puntare sui talenti per riappropriarsi della propria ricchezza professionale e umana, della propria salute e per costruire storie collettive oltre che individuali.

Ciò che il lettore ritroverà nel libro sono le narrazioni di persone che hanno superato le fatiche quotidiane, o hanno imparato a sopravvivervi, per costruire comunità di appartenenza solidali, persone che hanno avuto la possibilità di incrociarsi nel progetto. E' una storia che permette infine di ripensare la gestione della quotidianità professionale e di riflettere sul ruolo dei servizi. Ma anche di confondersi nella magia dei cambiamenti che è possibile attivare con l'arte e il teatro nelle persone che vivono condizioni di sofferenza psichica.

Un ringraziamento sentito va anche a quelle istituzioni e organizzazioni che nel 2009 hanno creduto all'idea che fosse possibile costruire un progetto di dimensioni regionali sul teatro e salute mentale. Fra queste la Regione Emilia Romagna, l'Istituzione Gian Franco Minguzzi della Provincia di Bologna, le associazioni di famigliari e di utenti psichiatrici, i Centri di Servizi per il Volontariato della Regione Emilia-Romagna, gli attori, i cittadini, le compagnie teatrali e i teatri emiliano-romagnoli.