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Notizie per educatori

L'educatore è uico e indivisibile

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Precisazioni a cura del Conisiglio Direttivo Nazionale di ANEP sulla figura dell'Educatore Professionale e sulle posizioni ufficiali di ANEP su tali temi. Abbiamo appreso che stanno viaggiando in rete comunicazioni e affermazioni non corrispondenti al vero, sia relativamente agli aspetti giuridici e formativi legati alla figura dell'educaore professionale, sia rispetto alle posizioni di Anep. Ci sembra quindi doveroso, nei confronti degli educatori del nostro Paese ribadire ciò che da sempre questa Associazione ha sostenuto e continua a sostenere.

Per ANEP l’educatore è uno e indivisibile, è un’professionista che opera per rispondere ai problemi che impediscono l’autonomia personale, la realizzazione di sé e il pieno diritto di cittadinanza delle persone. Questi problemi possono essere di varia natura ma non è la natura del problema che qualifica la professionalità dell'educatore, bensì le funzioni che egli esercita nel lavoro con le persone.

ANEP ha recentemente pubblicato l'esito di un lavoro di ricerca proprio sulle funzioni "core" della nostra figura professionale allo scopo di evidenziare come la nostra professionalità non sia incasellabile in "sanitaria", "sociale", "penitenziaria", socio-sanitaria" o quant'altro! Queste aggettivazioni non sono proprie della nostra figura professionale, semmai identificano possibili ambiti di intervento, per questo per ANEP non esistono educatori sanitari o educatori sociali o educatori penitenziari: questi vanno ricompresi in un unico profilo di educatore.

Ci riconosciamo nella denominazione di "Educatore Professionale" perché il solo sostantivo educatore non definisce in modo chiaro il nostro ambito di intervento che è appunto professionale e che non lascia spazio ad affermazioni quali “siamo tutti educatori” che seppur accettabile in un’ ottica di responsabilizzazione della società non chiarisce in modo chiaro i confini della nostra professione. Professione che è legata ad una deontologia professionale e ad una formazione di base universitaria che risponda in modo unitario a creare quelle competenze educative e riabilitative di cui ha bisogno per poter essere esercitata, attraverso un percorso formativo che riteniamo dovrebbe essere unitario e non suddiviso in più classi di laurea.

Fortunamente, anche grazie al lavoro che la nostra associazione ha portato avanti, il Ministero della Sanità ha riconosciuto il profilo professionale dell'educatore e la sua peculiarità denimandolo "Educatore Professionale" e definedolo come "operatore sociale e sanitario"; ovviamente quel riconoscimento ha valore nel solo ambito sanitario, ambito in cui la professione è riconosciuta sin dal 1984 (il DM 520/98 non è infatti il primo decreto di riconoscimento della professione).

Ci auguriamo che il lavoro incessante che ANEP sta portando avanti, possa portare alla definizione della nostra figura anche negli altri ambiti (nel sociale attraverso la regolamentazione dell'art. 12 della legge 328/00, nel socio sanitario attraverso la regolamentazione dell'art. 3 septies del Dlgs 229/99 e nel settore penitenziario). Così come ci auguriamo che il sistema universitario (L19-SNT2) possa individuare una modalità per formare congiuntamente la nostra figura professionale.