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Tecnologia e sociale

Timshel.it una rete contro l’anoressia

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Il Ministero della Gioventù ha presentato il nuovo sito internet www.timshel.it punto di riferimento nella rete dedicato ai giovani sui disturbi del comportamento alimentare, anoressia e bulimia.

Il portale è stato illustrato dal Prof. Giuseppe Profiti, presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e dalla dott.ssa Laura Dalla Ragione, coordinatrice del comitato congiunto dei Ministeri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e della Gioventù.

“L’idea -spiega Giorgia Meloni- nasce non solo dall’uso di uno strumento “giovanile” com’è internet, ma dal fatto molto preoccupante che proprio sulla rete si sono moltiplicati i siti dove giovani, adolescenti anoressici e bulimici si stanno mettendo in relazione, creando una vera e propria comunità”.
“Per contrastare un fenomeno così allarmante – prosegue il ministro della Gioventù - vogliamo offrire un’alternativa: mettere in rete messaggi positivi, informazioni, prospettive diverse, aiuto ai malati e alle famiglie”.
“In Italia –interviene il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio- sono almeno tre milioni le persone tra i 13 e i 35 anni che soffrono di disturbi alimentari. Sono ancora troppo pochi i centri di riferimento per la cura dell’anoressia e della bulimia, con buchi d’assistenza soprattutto al sud”. Per contrastare tale deficit informativo, Fazio ha annunciato l’istituzione di una commissione al ministero per avviare un percorso finalizzato alla creazione di una struttura ad hoc in ogni regione, più una rete scientifico assistenziale che monitori la situazione. 
Allarmante anche il quadro fornito da Giuseppe Profiti, presidente dell’ospedale psichiatrico Bambin Gesù: “Cominciano ad arrivare casi tra i dieci e gli undici anni, e si allarga il fenomeno nella popolazione maschile. Il problema è il linguaggio, che deve essere non solo tecnico, ma anche sociologico e culturale, capace di rivolgersi ad un mondo complesso come quello degli adolescenti”. Ed è proprio per rendere il portale più leggibile che le informazioni, oltre ad essere certificate da una redazione composta di esperti, coinvolgerà attraverso le associazioni di volontariato anche adolescenti e giovani per affidare loro la “traduzione” dei contenuti e rendere più facile il dialogo con i coetanei.
Il  sito -  già in rete -  mira anche a realizzare una campagna di prevenzione rivolta ai giovani relativa a quattro aree del vivere sociale: scuola, sport, la cosiddetta “industria della dieta” e il mondo dei media.
Per quanto riguarda lo sport, ha aggiunto Laura Dalla Regione, coordinatrice del comitato congiunto tra ministero del Welfare e della Gioventù, “vi sono discipline, come l’atletica leggera e il ciclismo, che spingono ad un’ossessione per la forma muscolare, soprattutto tra i maschi”. "E' fondamentale non lasciare fuori le famiglie dalla lotta ai disturbi alimentari - ha sottolineato il sottosegretario Martini -  Bisogna aiutare i genitori, anche attraverso una adeguata informazione, a riconoscere i primi campanelli di allarme di questa malattia come, ad esempio, nelle ragazze l’insorgere dell’amenorrea, per arrivare a una diagnosi precoce, a scegliere le cure migliori favorendo l’accesso ai centri specializzati. Altrettanto importante è che le famiglie siano coinvolte nelle scelte terapeutiche e nel percorso di rieducazione alimentare".