Gio06212018

Last updateSab, 02 Giu 2018 5am

Back Sei qui: Home Spazio educatori Per gli educatori ... Riflessioni dagli educatori Inquadramento E P

Riflessioni dagli educatori

Inquadramento E P

educa.jpg
Stralci della lettera sul tema dell'inquadramento degli educatori professionali nel pubblico impiego di F. Ruta.

Nella giornata di ieri il quotidiano "Liberazione" ha pubblicato nella rubrica della posta ampi stralci di una mia lettera sul tema dell'inquadramento degli educatori professionali nel pubblico impiego. La pagina è scaricabile on line dal sito del giornale, accedendo all'archivio e mettendo come parole chiave "educatori professionali" (si accederà a un file pdf che contiene anche le altre lettere della giornata). Una analoga ma più estesa versione della mia lettera è stata  gentilmente inserita sul sito del parlamentare della Rosa nel Pugno Marco cappato (pres. Ass. Luca Coscioni), ma i contenuti sono praticamente identici a quelli che riporto nelle righe di seguito.
Resto convinto del fatto che la situazione anomala del riconoscimento della figura dell'E.P. e della confusione rispetto al suo inquadramento nel comparto "Regioni-Autonomie Locali" vada portata alla luce e fatta emergere anche a livello mediatico.
Ciò a maggior ragione ora, mentre assistiamo a un pietoso tira e molla tra governo e parti sociali sul rinnovo dei contratti pubblici. Tutta l'attenzione è concentrata sull'aspetto degli aumenti economici  e sulla funzione della contrattazione decentrata. Questi aspetti sono sicuramente importanti ma non va taciuto il fatto che da anni è scaduta è scaduta  la parte normativa del contratto: quella sezione che - per intenderci - individua all'interno di specifiche declaratorie i profili professionali stabilendo per essi specifici livelli di inquadramento.
Ormai da troppo si parla di una fantomatica "commissione partitetica" che avrebbe dovuto dare "soddisfazione" alle molte lavoratrici ed ai molti lavoratori con profili sociali che non sono nemmeno menzionati nel CCNL, benchè da anni si presentino ogni giorno al lavoro per offrire il loro servizio a disabilli, anziani, sofferenti psichici, fasce deboli e categorie a rischio.
Tra questi "anonimi" operatori c'è l'educatore professionale - figura pienamente riconosciuta nel comparto della sanità (dove è inquadrata in categoria D) ma non menzionata espressamente nel CCNL "regioni- autonomie locali". Questo vuoto legislativo consente a molti enti - attraverso interpretazioni personalistiche e furbesche della normativa - di mantenere gli E.P. nella categoria inferiore, sottopagandoli non riconoscendo di fatto il loro percorso di studi (Laurea triennale o titolo equipollente).
Si genera così, nel silenzio di tutti, all'interno del medesimo comparto, una inaccettabile situazione di disparità: con inquadramenti "a macchia di leopardo" della stessa figura professionale.
In molti casi un E.P. laureato finisce per guadagnare meno di un operatore ecologico mentre ingenti quantità di denaro pubblico finiscono ogni anno nelle tasche di manager e dirigenti - molto spesso scelti più per logiche di fedeltà politica che per effettivi meriti professionali.
C'è qualcuno  che vuole rompere il silenzio mediatico su queste questioni?
Se si vuole difendere e riqualificare il servizio pubblico non sarebbe opportuno partire anche da qui?

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. l'autore.