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Riflessioni dagli educatori

Intensificare gli sforzi per l'inquadramento in D negli enti locali

Stiamo ormai giungendo alla fase conclusiva della trattativa per il rinnovo contrattuale del comparto "Regioni Autonomie Locali". In questi mesi da più parti si sono levare richieste affinchè il nuovo articolato contenga nella parte normativa il riconoscimento del profilo dell'educatore professionale prevedendo per esso un inquadramento all'interno delle declaratorie analogo a quello già in vigore nel comparto della Sanità (e in altri comparti), ovvero in categoria D. Questo passo è necessario per offrire agli EP un dignitoso riconoscimento giuridico ed economico: corrisponde ad un livello formativo ormai di carattere universitario (per accedere alla professione è richiesta la laurea in scienze dell'educazione o la laurea in educatore professionale rilasciata dalle facoltà di Medicina o titoli pregressi equipollenti). In passato alcune mie lettere su diversi quotidiani, su questo stesso sito e su altri forum e blog avevano sollevato il problema (già posto in passato da altri tra cui l'Anep ma da tempo passato un po' in sordina). Una lista di sigle associative e forum di area pedagogica (tra cui www.minorionline.it, www.educare.it; www.pedagogistionline.it, apei; ecc.) hanno successivamente lanciato un appello alle istituzioni, alle parti sociali ed ai media. Recentemente, suscitando il mio sincero apprezzamento, l'Anep ha ripreso l'iniziativa con una lettera inviata alle organizzazioni sindacali e con l'apertura di un forum sul proprio sito web. Sino ad ora sono giunte parole di impegno da parte della UIL-fpl, di attenzione da parte della CGIL-fp.

Penso che a sostegno delle iniziative in corso occorrerebbe portare di nuovo alla attenzione mediatica la vicenda, sollecitando redattori delle pagine economiche di alcune testate sensibili a questo problema affinchè, invece di una piccola lettera nella rubrica della posta, pubblicassero un intervento sulle problematiche relative alla professione, dando conto magari anche del dibattito che si è sviluppato in questi mesi.

Forse, essendo una associazione riconosciuta dal ministero Anep potrebbe svolgere questo ruolo, ma anche altre associazioni di area pedagogica potrebbero sollecitare interventi di questo tipo.

La mia, come al solito, è una semplice proposta.

...e speriamo che questa sia la volta buona.

Un saluto a tutti.